Home

Costituita nel 1993, FEDERTRASPORTO – Federazione nazionale dei sistemi e delle modalità di trasporto e delle attività connesse raccoglie le associazioni di operatori e gestori di infrastruttura del settore trasporti, logistica e turismo aderenti a Confindustria.
Clicca qui per continuare

Aderiscono a Federtrasporto

Dalle nostre Associate

Maggio 2022

10 maggio 2022

FEDERTURISMO, SEA Aeroporti di Milano e A4A: le sinergie con il mercato americano per la ripresa del traffico aereo. Clicca qui per continuare

Aprile 2022

29 aprile 2022

Aeroporti italiani: a marzo quasi 10 milioni di passeggeri. Clicca qui per continuare

27 aprile 2022

Trasporti: Giana (Agens), da Pnrr spinta verso elettrico a Tpl. Ad Atm, al 2030 1.200 autobus in elettrico. Clicca qui per continuare

14 aprile 2022

FEDERTURISMO: Una Pasqua di ripartenza anche se ancora sottotono per i viaggi. Clicca qui per continuare

8 aprile 2022

Unione Interporti Riuniti – Interporti al centro. Clicca qui per continuare

7 aprile 2022

Proroga fino al 2 maggio del taglio di 25 centesimi sul gasolio – Baumgartner: “Misura che danneggia chi ha investito nella transizione ecologica. Servono correttivi”. Clicca qui per continuare 

Lalli (FEDERTURISMO): con il Giubileo turisti e pellegrini insieme verso un turismo più armonico e sostenibile. Clicca qui per continuare

5 aprile 2022

Costo record del gasolio – Vinella (ANAV): i 500 mln del DL “Energia 2” siano destinati anche all’autotrasporto passeggeri. Clicca qui per continuare

FEDERTURISMO in audizione sul Dl Ucraina chiede per il turismo le stesse misure di sostegno delle imprese energivore. Clicca qui per continuare

Stati generali europei del turismo LGBTQ+. Clicca qui per continuare

4 aprile 2022

Trasporti: Agens rielegge Arrigo Giana presidente. Lavoriamo su prossime priorità nel post pandemia trasporti. Clicca qui per continuare

Vai all'Archivio

In evidenza

Aggiornamenti Statistiche

18 maggio 2022
Nella Sezione Statistiche sono stati aggiornati i dati dei Prezzi medi settimanali dei carburanti

10 maggio 2022
Nella Sezione Statistiche sono stati aggiornati i dati annuali del Trasporto marittimo

9 maggio 2022
Nella Sezione Statistiche sono stati aggiornati i dati mensili dei Prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati e dei Prezzi al consumo per l’intera collettività

6 maggio 2022
Nella Sezione Statistiche sono stati aggiornati i dati mensili del Trasporto aereo

26 aprile 2022
Nella Sezione Statistiche sono stati aggiornati i dati annuali e mensili del Trasporto autostradale

19 aprile 2022
Nella Sezione Statistiche sono stati aggiornati i dati annuali del Trasporto merci su strada

8 aprile 2022
Nella Sezione Statistiche sono stati aggiornati i dati sulla
  Competitività settore Trasporto e magazzinaggio

29 marzo 2022
Nella Sezione Statistiche sono stati aggiornati i dati trimestrali e annuali dei Prezzi alla produzione dei servizi

28 marzo 2022
Nella Sezione Statistiche sono stati aggiornati i dati trimestrali dell’Indice del fatturato dei servizi

News, Articoli ed interviste sui trasporti

Nell’ambito di CONNEXT 2021 l’iniziativa organizzata da CONFINDUSTRIA e FEDERTRASPORTO

Sostenibilità e trasporti: nuove prospettive post pandemia

 2 dicembre 2021 – Ore 12.00
Milano, MI.CO-Sala AMBER 7

Cambiamenti climatici e green deal europeo e nazionale sono temi di forte attualità che rafforzano la responsabilità di tutti per la salvaguardia dell’ambiente. L’iniziativa è diretta a mettere in risalto gli sforzi posti in essere dagli operatori dei trasporti in materia ambientale nonché gli obiettivi conseguiti e conseguibili nel processo di transizione ecologica in atto.

COMUNICATO STAMPA

Federtrasporto a Connext 2021, sfida imprese per transizione
A Milano il punto su energia, ambiente e tecnologia. E servono aiuti

2 dicembre 2021

MILANO, 3 dicembre 2021 – “Sostenibilità e Trasporti: nuove prospettive post pandemia” è il titolo del seminario organizzato da Confindustria e Federtrasporto nell’ambito di CONNEXT – il grande evento di networking di Confindustria per supportare in modo concreto le imprese a gestire e guidare il cambiamento. Il seminario ha visto la partecipazione di rappresentanti del settore dei trasporti e del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili per fare il punto sugli sforzi posti in essere dagli operatori in materia ambientale nonché gli obiettivi conseguiti e conseguibili nel processo di transizione ecologica in atto.

L’Europa? A gennaio c’era poco oggi abbastanza

di Alberto Brandani dalla rivista “Espansione” – Maggio 2020

Proviamo a fare ordine nel rapporto tra l’Italia e l’Europa, anche considerando l’ultimo mese con un minimo di serenità d’animo, che forse la drammatica situazione economica del Paese non sempre consente.
Uno. La Bce è intervenuta in misura massiccia, acquistando cifre ingenti dei nostri titoli di Stato (il 22% del totale) per tenere sotto controllo il famigerato spread. Si è andati oltre il teorema “tutto ciò che serva” lanciato da Draghi. Ha stanziato 750 miliardi, ma la Lagarde ha chiaramente fatto intendere che si arriverà fino a 1.000. Peraltro, ha stabilito una cosa mai accaduta prima, accettare cioè come garanzia, fino all’autunno 2021, a fronte della liquidità fornita alle banche, anche i cosiddetti titoli “spazzatura”. Contraendo il rischio delle banche, seppur temporaneamente, questo impedirà loro di ridurre i prestiti a famiglie e imprese a tassi bassissimi.
Due. Il Patto di stabilità è stato sospeso con benefici indubbi anche per il nostro Paese.
Tre. E’ stato varato il progetto Sure, un fondo da 100 miliardi per la disoccupazione in Europa.
Quattro. Si potrà accedere con il Mes a prelevare 36 miliardi (72mila miliardi delle vecchie lire), senza condizionalità alcuna, per le spese sanitarie e comunque derivanti dalla pandemia. D’altronde sarebbe irragionevole non investire questi danari nel miglioramento del sistema sanitario e anche nel ristoro dei danni che milioni di famiglie italiane hanno subito.
Veniamo infine alla riunione dei 27 Capi di Stato, che sono arrivati a immaginare dal 2021 un Fondo europeo (Recovery Fund) da 1000 miliardi. L’Italia ha chiesto che ne venga anticipato l’utilizzo e nel frattempo i Capi di Stato hanno deciso l’uso del Mes a condizioni leggere, la nascita dello strumento per finanziare la cassa integrazione e un enorme utilizzo della Banca europea degli investimenti.
Sullo sfondo il bazooka della Bce. I 27 hanno dato mandato alla commissione presieduta da Ursula von der Layen di presentare a breve una proposta per il Fondo europeo e la cancelliera Merkel ha detto sì all’uso di enormi risorse dall’Europa per tutti i Paesi, chiedendo convergenza nei diversi sistemi fiscali ed efficienza degli investimenti, quindi niente paradisi fiscali, sperperi o inefficienze.
Ci sembra che si sia fatto, sul piano della comprensione storica del fenomeno, un enorme passo avanti e che il risultato, seppur da perfezionare, sia potenzialmente positivo per la solidità della costruzione europea. Peraltro, chi abbia letto per intero il recente discorso della cancelliera Merkel al Bundestag avrà colto un concetto fondamentale e cioè che nessuna nazione europea è un’isola e che anche la grande Germania è grande in Europa e non può fare a meno dei Paesi del Mediterraneo. Ai molti che consideravano la Merkel in una sorta di strascicato crepuscolo, sembrerà invece che al passaggio decisivo la cancelliera abbia riconfermato la capacità di tenere insieme il tessuto unitario europeo e pure le dinamiche della Germania. Il “coronavirus” ha forse accelerato la capacità di comprensione di tutti. L’Italia per parte sua deve far vedere con forza che ha voglia di produrre ricchezza per poter tornare a distribuirla e che non si affida solo ai sussidi europei. Il dibattito se una parte del Fondo europeo possa essere a fondo perduto non deve trarre in inganno: il nostro Paese non può farcela da solo, ma nulla vieta che, ottenuto tutto il possibile dall’Europa, si pensi anche all’emissione di titoli di Stato trentennali a un tasso di interesse fisso esentasse, da proporre prima ai risparmiatori italiani, poi alle istituzioni finanziarie nazionali e solo in piccola parte della Bce. La vecchia proposta del Ministro del Tesoro Tremonti, ripresa poi da Giovanni Bazoli, può essere sempre un’utile carta di riserva.
Concludendo, dal 1° giugno saranno pronti 540 miliardi. Per l’Italia si tratterebbe di una prima colossale dote: 20 arriverebbero dal fondo Sure, 34 dalla Bei e 36 dal fondo “salvastati”. Considerando che dal Recovery Fund potremmo forse attingere 200 miliardi nel 2021, ci sembra di poter dire che, se a gennaio l’Europa c’era poco, oggi, 5 maggio, potrebbe esserci.

———————- Vai all’Archivio  ———————-