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Costituita nel 1993, FEDERTRASPORTO – Federazione nazionale dei sistemi e delle modalità di trasporto e delle attività connesse raccoglie le associazioni di operatori e gestori di infrastruttura del settore trasporti, logistica e turismo aderenti a Confindustria.
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Aderiscono a Federtrasporto

Dalle nostre Associate

Dicembre 2020

14 dicembre 2020

FEDERCONGRESSI&EVENTI, la voce della meeting industry, entra in FEDERTURISMO CONFINDUSTRIA. Clicca qui per continuare

8 dicembre 2020

FEDERTURISMO: Basta prese in giro, turismo dimenticato ancora una volta. Clicca qui per continuare

4 dicembre 2020

AISCAT – Senza certezza del diritto non ci saranno più investitori privati. Clicca qui per continuare

ENAC, ASSAEROPORTI, ALITALIA e gli aeroporti italiani partecipano alle iniziative del Giubileo Lauretano. Clicca qui per continuare

3 dicembre 2020

FEDERTURISMO: Il DPCM Natale una mannaia per l’industria del turismo. Clicca qui per continuare

FEDERTURISMO: Un grande lavoro con UNI per garantire la ripartenza in sicurezza di tutto il settore turistico. Clicca qui per continuare

Novembre 2020

24 novembre 2020

FEDERTURISMO in audizione sulla legge di bilancio: fondamentale lavorare su progetti di lungo periodo. Clicca qui per continuare

FEDERTURISMO – Un Natale con le piste chiuse darà il colpo di grazia all’intera economia della montagna. Clicca qui per continuare

17 novembre 2020

AISCAT – Le concessionarie autostradali ampliano l’offerta di servizi di telepedaggio. Clicca qui per continuare

13 novembre 2020

L’appello di ANITA al Governo: la fruizione di cibo, bevande e servizi igienici da parte degli autisti di mezzi pesanti va garantito anche fuori le autostrade. Clicca qui per continuare

5 novembre 2020

FEDERTURISMO in audizione al Senato: potenziare i fondi di ristoro in tempi rapidi per la sopravvivenza di tutte le filiere del turismo. Clicca qui per continuare

3 novembre 2020

LALLI (FEDERTURISMO): Orgogliosa per la nomina di Gianluca Scavo a Presidente del Gruppo Turismo di ASSOLOMBARDA. Clicca qui per continuare

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In evidenza

Articoli ed interviste sui trasporti

L’Europa? A gennaio c’era poco oggi abbastanza

di Alberto Brandani dalla rivista “Espansione” – Maggio 2020

Proviamo a fare ordine nel rapporto tra l’Italia e l’Europa, anche considerando l’ultimo mese con un minimo di serenità d’animo, che forse la drammatica situazione economica del Paese non sempre consente.
Uno. La Bce è intervenuta in misura massiccia, acquistando cifre ingenti dei nostri titoli di Stato (il 22% del totale) per tenere sotto controllo il famigerato spread. Si è andati oltre il teorema “tutto ciò che serva” lanciato da Draghi. Ha stanziato 750 miliardi, ma la Lagarde ha chiaramente fatto intendere che si arriverà fino a 1.000. Peraltro, ha stabilito una cosa mai accaduta prima, accettare cioè come garanzia, fino all’autunno 2021, a fronte della liquidità fornita alle banche, anche i cosiddetti titoli “spazzatura”. Contraendo il rischio delle banche, seppur temporaneamente, questo impedirà loro di ridurre i prestiti a famiglie e imprese a tassi bassissimi.
Due. Il Patto di stabilità è stato sospeso con benefici indubbi anche per il nostro Paese.
Tre. E’ stato varato il progetto Sure, un fondo da 100 miliardi per la disoccupazione in Europa.
Quattro. Si potrà accedere con il Mes a prelevare 36 miliardi (72mila miliardi delle vecchie lire), senza condizionalità alcuna, per le spese sanitarie e comunque derivanti dalla pandemia. D’altronde sarebbe irragionevole non investire questi danari nel miglioramento del sistema sanitario e anche nel ristoro dei danni che milioni di famiglie italiane hanno subito.
Veniamo infine alla riunione dei 27 Capi di Stato, che sono arrivati a immaginare dal 2021 un Fondo europeo (Recovery Fund) da 1000 miliardi. L’Italia ha chiesto che ne venga anticipato l’utilizzo e nel frattempo i Capi di Stato hanno deciso l’uso del Mes a condizioni leggere, la nascita dello strumento per finanziare la cassa integrazione e un enorme utilizzo della Banca europea degli investimenti.
Sullo sfondo il bazooka della Bce. I 27 hanno dato mandato alla commissione presieduta da Ursula von der Layen di presentare a breve una proposta per il Fondo europeo e la cancelliera Merkel ha detto sì all’uso di enormi risorse dall’Europa per tutti i Paesi, chiedendo convergenza nei diversi sistemi fiscali ed efficienza degli investimenti, quindi niente paradisi fiscali, sperperi o inefficienze.
Ci sembra che si sia fatto, sul piano della comprensione storica del fenomeno, un enorme passo avanti e che il risultato, seppur da perfezionare, sia potenzialmente positivo per la solidità della costruzione europea. Peraltro, chi abbia letto per intero il recente discorso della cancelliera Merkel al Bundestag avrà colto un concetto fondamentale e cioè che nessuna nazione europea è un’isola e che anche la grande Germania è grande in Europa e non può fare a meno dei Paesi del Mediterraneo. Ai molti che consideravano la Merkel in una sorta di strascicato crepuscolo, sembrerà invece che al passaggio decisivo la cancelliera abbia riconfermato la capacità di tenere insieme il tessuto unitario europeo e pure le dinamiche della Germania. Il “coronavirus” ha forse accelerato la capacità di comprensione di tutti. L’Italia per parte sua deve far vedere con forza che ha voglia di produrre ricchezza per poter tornare a distribuirla e che non si affida solo ai sussidi europei. Il dibattito se una parte del Fondo europeo possa essere a fondo perduto non deve trarre in inganno: il nostro Paese non può farcela da solo, ma nulla vieta che, ottenuto tutto il possibile dall’Europa, si pensi anche all’emissione di titoli di Stato trentennali a un tasso di interesse fisso esentasse, da proporre prima ai risparmiatori italiani, poi alle istituzioni finanziarie nazionali e solo in piccola parte della Bce. La vecchia proposta del Ministro del Tesoro Tremonti, ripresa poi da Giovanni Bazoli, può essere sempre un’utile carta di riserva.
Concludendo, dal 1° giugno saranno pronti 540 miliardi. Per l’Italia si tratterebbe di una prima colossale dote: 20 arriverebbero dal fondo Sure, 34 dalla Bei e 36 dal fondo “salvastati”. Considerando che dal Recovery Fund potremmo forse attingere 200 miliardi nel 2021, ci sembra di poter dire che, se a gennaio l’Europa c’era poco, oggi, 5 maggio, potrebbe esserci.

Metro, treni, autobus – Prove di Fase 2: il rebus del distanziamento

Di Luca Mattei, da FS News

Treni e autobus semivuoti in tempi di lockdown, chiamati ad assicurare il distanziamento sociale nelle settimane e mesi a venire con un progressivo aumento di viaggiatori. La situazione del trasporto pubblico alla prova del Covid-19 è stata oggetto di un’attenta riflessione di Alberto Brandani, presidente di Federtrasporto in un’intervista a Class CNBC.

«Nel settore del trasporto pubblico locale abbiamo avuto finora una contrazione del 95% del numero di passeggeri e del 90% dei ricavi da traffico, mentre la riduzione della produzione mediamente è andata dal 25 al 40%. A fronte di un crollo verticale dei ricavi, i costi sono rimasti sostanzialmente alti, considerando i fornitori, il personale, i mezzi, le nuove procedure di sanificazione, l’adozione dei dispositivi di sicurezza. È evidente che così viene a mancare la sostenibilità economica del servizio».

E il problema si pone anche nel futuro quando l’offerta di servizi dovrà aumentare, teoricamente anche più di quella ordinaria, per tentare di assicurare un sufficiente distanziamento sociale a bordo dei convogli. «Il TPL, in tutte le società del mondo, aveva due requisiti: avere costi relativamente bassi e far arrivare nel più breve tempo possibile in un determinato posto il maggior numero di utenti. Con il distanziamento previsto questi requisiti sono messi in grave difficoltà». È necessario quindi studiare degli specifici interventi con cui sostenere il settore del trasporto. «Le misure che il Governo ha assunto – prosegue Brandani – come la cassa integrazione e il credito garantito fino al 90%, sono importanti ma non sufficienti per evitare il collasso del sistema». Una possibile soluzione economica potrebbe giungere dall’Europa. «Ritengo si debba fare una battaglia – dichiara Brandani – affinché nei cospicui fondi di intervento della BEI ci siano delle quote dedicate proprio al ristoro dei mancati budget delle aziende di trasporto».

Secondo Brandani, almeno in questa prima fase di progressivo ritorno al lavoro, c’è un compartimento del trasporto che potrebbe avere meno difficoltà: «Il trasporto regionale ferroviario si potrà difendere meglio perché finora sono stati in circolazione 2.000 treni regionali al giorno e Ferrovie dello Stato pensa di farne scendere in campo dal 4 maggio da 3.500 a 4.000, e dovrebbe essere quindi più facile assicurare il distanziamento richiesto. Penso invece alle metropolitane, lì ci sarà una difficoltà estrema. E, in prospettiva, se i treni regionali – conclude Brandani – continueranno penso a essere molto utilizzati, temo che nelle grandi città il collasso temporale nelle ore di punta implicherà la preferenza per una serie di strumenti alternativi, come auto private e bici».

Aggiornamenti Statistiche

14 dicembre 2020
Nella Sezione Statistiche sono stati aggiornati
i dati mensili del Trasporto aereo

12 ottobre 2020
Nella Sezione Statistiche sono
stati aggiornati i dati trimestrali dei Prezzi alla produzione dei servizi 

12 ottobre 2020
Nella Sezione Statistiche sono stati aggiornati i 
dati annuali degli  Incidenti stradali – Trasporto stradale

8 ottobre 2020
Nella Sezione Statistiche sono stati aggiornati i dati mensili dei Prezzi al consumo per l’intera collettività e dei  Prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati

8 ottobre 2020
Nella Sezione Statistiche sono stati aggiornati i dati mensili del Trasporto autostradale

23 settembre 2020
Nella Sezione Statistiche sono stati aggiornati i dati trimestrali dell’Indice del fatturato dei servizi